Curiosità
Il Santo Patrono di Mondaino è S. Michele Arcangelo – 29 settembre

Mondaino è circondato da belle campagne percorse da stradelli e sentieri di notevole interesse naturalistico e culturale. Esiste una sentieristica segnata. Di particolare pregio tutta l’area della Valmala che consigliamo di percorrere accompagnati da un bel volumetto che riguarda gli aspetti ambientali e storici della zona.

Esiste anche un ex arboreto che ha sette ettari di terreno su cui crescono piante del bacino mediterraneo; oggi le sue strutture sono utilizzate per seminari e laboratori di cultura teatrale.

Il mercatino che si tiene per il Palio del Daino offre numerose possibilità di acquistare manufatti curiosi e di buona fattura, dalle perfette riproduzioni di armi, agli strumenti musicali, dai cesti alle calzature d’epoca.

Sembra che la terra , proprio la terra in quanto elemento fisico, offra a Mondaino particolari attenzioni. Alla terra e alla roccia sono legati i rari fossili antichi di milioni d’anni, alla terra modellata dalle mani di valenti maestri sono legate le preziose ceramiche medioevali e rinascimentali , e ancora alla terra si lega una recente e già affermata produzione gastronomica locale, quella del formaggio messo a maturare e a insaporirsi in antiche fosse granarie.

Partiamo dai fossili, gli organismi che hanno lasciato la loro impronta su diversi tipi di roccia e che oggi trovano posto in un ben strutturato museo paleontologico, ospitato nei bei locali storici della rocca. Scrive Walter Landini: «in passato, le scoperte di corpi fossilizzati hanno ampiamente contribuito ad arricchire l’immaginario collettivo di nuovi e peculiari elementi, evocando spesso ricordi storici, alimentando miti e leggende o più semplicemente stimolando la curiosità. Così le orme di vertebrati fossili attribuite ai passi lasciati dal diavolo nelle sue visite notturne, le ammoniti (molluschi estinti) interpretate come serpenti pietrificati, le valve di rudiste (molluschi bivalvi estinti) associati a denti di drago, oppure splendi di pesci fossili, conservati su lastre calcaree, offerti come dono in alcuni luoghi di culto. Per Mondaino non si hanno specifici riferimenti nella tradizione popolare locale (...) ed il suo nome entra ufficialmente nelle cronache paleontologiche, soltanto nel secolo scorso. E precisamente, nel 1832, anno in cui Vito Procaccino Ricci segnalò la presenza di “corpi mummiati”.»

Di fossili a Mondaino (e nelle terre vicine, Saludecio, Montefiore) ce ne sono tanti, molti dei quali assai spettacolari e dettagliatissimi, formatisi sulle morbide lastre di “Tripoli”, e uno scienziato diceva nel 1880: “ l’esistenza di ittioliti a Mondaino è già nota da molto tempo a tutti i naturalisti; ed i viaggiatori che si recheranno colà per farne raccolta, vedranno bene quanto sia facile appagare i loro desideri.”

Oggi il Museo di Mondaino custodisce tanti pesci (oltre venti specie) ma anche tanti molluschi, rare piante, e ancor più rari resti di uccelli.

Un’altra esposizione, ospitata in una via del centro (Via Secondaria Levante), offre una significativa selezione delle ceramiche antiche rinvenute nel centro storico e dintorni. Quello che emerge dai reperti, oltre alla indubbia bellezza e varietà dei pezzi, è la presenza in loco di una vera e propria scuola che si imparenta, pur con tratti propri e distintivi, con le grandi scuole ceramiche vicine come quelle di Rimini ma anche di Urbino, di Casteldurante, di Pesaro. Una scoperta dunque davvero interessante sia per gli specialisti sia per capire qual’era l’effettiva importanza storica e artistica della comunità di Mondaino nei secoli tra Medioevo e Rinascimento.

Sul formaggio “infossato” a Mondaino c’è da dire solo questo: i tre mesi circa che passa a maturare sotto terra gli conferiscono un sapore davvero particolare che lo mette alla pari con gli altri ormai famosi “Formaggi di fossa” romagnoli e marchigiani. Ottimo: provare per credere.